Nomi e Cognomi

A Man Without A Country

Maria Eleonora Bragagnolo.

Daniele Cangini.

Marcopaolo Maria Tavazzi.

Maria Eleonora Bragagnolo vive a Vicenza e ha un account su Facebook. Dice di aver studiato all’Università di Padova e sull’header oltre alla sua ha la foto di un pastore tedesco. Ha anche un account su twitter, in cui si definisce “vecchia pensionata curiosa” e da dove ieri ha postato questo:
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Daniele Cangini sta su twitter anche lui. La sua auto-descrizione è un po’ più lunga: “Intermediario agente di assicurazioni appassionato di politica amo sciare e giocare a tennis sposato con una donna meravigliosa e padre di due magnifici figli”. Eccolo qui, potete guardarlo in faccia, suppongo in compagnia della donna meravigliosa e dei magnifici figli citati sopra. Anche lui ieri ha postato un tweet, ora cancellato, ma ancora visibile ad esempio qui:

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Di Mariopaolo Maria Tavazzi so anche meno. Ha un account Facebook anche lui e da quello ieri ha commentato, insieme ad altri, cosí

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Cal, naturalmente. Glielo aveva fatto lui. Di conseguenza avevo più di un motivo per andarlo a trovare. Cal, il peggior barbiere di Venice, forse del mondo, ma il più economico. Mi chiamava al di là della nebbia, le forbici spuntate in mano, brandendo il rasoio elettrico che era il terrore di noi poveri scrittori e degli altri clienti che si avventuravano nel suo negozio.
Cal, pensai, taglia queste tenebre. Corte davanti, in modo che possa vedere. Corte ai lati, in modo che possa sentire. E anche dietro, così mi accorgerò se qualcuno mi striscia alle spalle.

Death is a lonely business” Ray Bradbury

metti che ero francese, mi risparmiavo il viaggio

Allora no, l’idea era di cambiare i sanitari del bagno in casa nuova, due giri di vite e via. Come si sia arrivati a buttar giù una parete non si sa, ma tralasciamo. Oggi si trattava solo di andare al Simpatico Centro Commerciale (SCC) raggiungibile in bus per acquistare il rubinetto del bidet che ancora mancava. La corriera passa alle 10.38. Di solito. Oggi il mezzo si guasta al capolinea e resto ferma in piedi alla fermata per 50 minuti. L’autista alla guida si fa suggerire il percorso da due cinesi sedute davanti perché lui quella linea lì non l’ha mai fatta, l’han cazzato sul mezzo sostitutivo e gli han detto “vaicondìo”. Continua a leggere metti che ero francese, mi risparmiavo il viaggio

civil conflict in a mall (sischerzanè?)

Che poi lo so che è una questione “ambientale” ah? L’è una questione di tono, di cadenze, di musicalità: gli “slavi” quando parlano pare sempre che stanno incazzati.

Me la ricordo la coppia di ballerini cecoslovacchi al truccoeparrucco: lui le si rivolge con tono rabbioso e suoni aspri, la voce cupa e il monociglio; lei gli risponde con dei sibili pieni di gutturali che neanche Sir Bis nelle sue scene madri. Io (l’addetta al truccoparrucco) chiedo “hey hey che vi succede?” e lei “ogi è nostro aniversario un anno matrimonio, lui dice che ha prenotato bel ristorante su lago stanote, mio amore” ahn ecco. Continua a leggere civil conflict in a mall (sischerzanè?)

Quand’è che si diventa stronzi?

Questo titolo (e relativo svolgimento) mi ronza in testa da parecchio tempo (ho i testimoni).
Perché ogni tanto mi tornano in mente quei buffi ragazzetti con “un’altra idea in testa” (cit.) e vedo cosa, alcuni, parecchi, sono diventati.
Ci dev’essere un momento in cui succede. In cui quel ragazzetto smette di preoccuparsi del mondo in cui vive e si lascia fare, diventando simile alle persone che derideva e biasimava. Diventando lui stesso un noioso, autoindulgente, stronzo. Continua a leggere Quand’è che si diventa stronzi?

Cassandra Crossing…

datemi della guastafeste ma, quando un paese ci mette vent’anni a rendersi conto che lo stanno usando, massacrando e pure sfottendo un po’, non c’è niente da festeggiare: si aspetta che passi e ci si mette a raccogliere rottami e fango con pazienza e sperando, senza troppa convinzione, che non ricapiti più. come per l’alluvione, in fondo.

… acqua che ha fatto sera
che adesso si ritira
bassa sfila tra la gente
come un innocente che non c’entra niente …

LA STONZA DELLA STONSA