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once in a lifetime

Pezzo digitato in bus ascoltando questa che mi ha ricordato una cosa scritta su FB qualche giorno fa dalla Laura Esse e via così. Diciamo che fa la colonna sonora.

Una volta nella vita devo dirlo: ma cos’è che vi rode, a voi onnivori, per aver bisogno di gnagnerare, spesso e volentieri, su chi la carne non la mangia più?
Peste mi colga se anche una sola volta mi son messa a questionare sulle scelte alimentari di qualcuno, mentre non si possono contare le volte in cui ho visto uno sguardo scaltro scendere alle mie scarpe, per vedere se fossero di pelle e farmi quindi notare con soddisfazione la mia incoerenza (pensare che vivresti benissimo anche senza).  Incoerenza rispetto a che non l’ho mai capito. Non ho preso i voti eh?
La mia è una scelta individuale che non ha tanto a che fare con il povero coniglietto ma molto più con le questioni sociopoliticoeconomichesarcazzo che girano attorno all’allevamento intensivo, letale quanto i blood diamonds che però sono molto più interessanti da citare in una conversazione, ma spesso mi è stato chiesto, in modo più o meno lieve, di “giustificarmi” (e allora le uova? ma neanche il tonno? e i tuoi gatti non mangiano carne?) (EH?) come se il mio essere vegetariana oquellocheè fosse una provocazione da smontare, per dimostrarmi che sbaglio.
È davvero così importante definire se un “sostituto” della carne, quale può essere il seitan o la soia o boh, sia da sfigati o da fanatici? Se ho scelto di non mangiare carne devo vivere di germogli e carrube per dimostrarvi che la forza l’è con me? E se ogni tanto mi andasse di gustare la consistenza delle polpette o dell’hamburger, così, perché mi va? Perché tanto odio? Che vve siete magnati? Carne rossa, che siete così aggressivi? :p
Per mettervi tranquilli, sappiate che:
1) non smetterete di mangiare cotechini per colpa mia, un po’ come non diventerete gaissimi solo perché il vostro parrucchiere gesticola in modo sospetto. È provato, non è una roba contagiosa.
2) a me il seitan PIACE! non è questione di proteine, di nostalgia, di surrogati, è che mi piace proprio, e non vago la notte invocando la Grande Cotoletta.
3) vi perdete un sacco di divertimento perché io, ogni volta che prendo in mano una confezione di seitan, immediatamente zompetto per la cucina cantando seitan seitan arriva già il nemico scappa ma tu ci sei amico seitan! Ogni volta, giuro, è irresistibile, e mi rido dietro da sola. Vallo a fare con un controfiletto.

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Cassandra Crossing…

datemi della guastafeste ma, quando un paese ci mette vent’anni a rendersi conto che lo stanno usando, massacrando e pure sfottendo un po’, non c’è niente da festeggiare: si aspetta che passi e ci si mette a raccogliere rottami e fango con pazienza e sperando, senza troppa convinzione, che non ricapiti più. come per l’alluvione, in fondo.

… acqua che ha fatto sera
che adesso si ritira
bassa sfila tra la gente
come un innocente che non c’entra niente …

metti un Ligabue a cena

Onde sonore dall’Arena mi perseguitano.
Mi scopro a pensare “ma questa non l’hanno appena suonata?” ed ho la prova scientifica che il repertorio del Liga è formato da quattro accordi rimescolati a seconda della velocità da dare al pezzo.
Mi ritrovo a canticchiare “bello e impossibile” sul coro di “non è tempo per noi” ed ho la prova scientifica che buona parte del repertorio del Liga è costruito sulle note di qualcun altro.
Mi sorprendo a gridare con ferocia “meno cinqueee” all’inizio del concerto. Però poi piango perché significa che me dovrò puppare altri cinque.
Non ho mai avuto un odio particolare verso il Manzo di Correggio (me ne fregasse dde meno, insomma: trovo molto più interessante il Liga di Marcorè) ma, santa pazienza, dieci concerti tutti uguali sotto casa… balllliamou sul monddouuo-uoh-uoh
ac du’ marun

Non c’è più religione

Mentre leggo che il Signor Papa finalmente si è deciso a dire quattro parole pure sulla Cina ed il Tibet (non avendo «fonti dirette di informazione, non ha un nunzio o una comunità che viva lì da cui avere notizie e chiarimenti per eventuali appelli pubblici» … era questa la giustificazione per il silenzio dei giorni scorsi), mentre aspetto con trepidante ansia (da anni che trepido) che la CEI chiuda i conti correnti attivi presso numerose banche che, tra le loro attività, collaborano attivamente al commercio di armi italiane, leggo su un quotidiano locale un titolo spettacolare, una perla pirla di umorismo (involontario?) che resterà per sempre nel mio cuore, mentre alla mente si affacciano immagini di una morbosità non comune:

califfo.jpg

Il giorno dopo, suona il campanello. Al citofono, una voce maschile giovane e cortese: “Signora buongiorno! Noi non ci conosciamo, mi chiamo Fabrizio e sto girando per regalare degli inviti per partecipare alla crocefissione di Gesù” “Eh?” “Non le interessa signora?” … oh, beh, non so se Gesù si sta sganasciando per il modo in cui viene proposta la cosa ma no, grazie, non è un tipo di spettacolo che mi appassiona… O_O

Ieri, nel silenzio del cortile condominiale immerso nella pennica del dopopranzo, un bambino seduto vicino al balcone che gioca con la sua nuova pianolina elettrica. Mima un concerto in modo appassionato, dev’essere un fissato di MTV. Grida forte con la sua voce sottile, con le finestre aperte, per cui lo sento come se stesse davvero urlando ad un microfono: “Ed oraaa, tutti insieme! Su le maniiii! Aaaaah (imita la folla in delirio) Siete tantissimiiii! (si applaude da solo) Questa canzone è per vooiiii!” ed attacca a suonare, notina per notina, l’Inno alla Gioia di Beethoven. Dio esiste.

la resa dei tonti

  • L’attualmente brillantissima squadra di futbòl Hellas Verona (in corsa per la retrocessione in serie Piedeabanana, credo) annovera, tra i suoi punti di forza, una delle tifoserie più simpatiche dell’emisfero nord. Due sabati fa hanno di nuovo dato il meglio guadagnandosi le “porte chiuse” per la partita in casa. Seguono sacrosante proteste della povera curva bistrattata dal Governo (l’avevate capito che è un complotto del Governo, no?). E il nostro beneamato sindaco cosa fa? Chiede scusa? Fa la faccia scura? Dice loro “scemiscemi” pubblicamente? naaaa… Piazza in piazza un megaschermo così la partita se la possono vedere lo stesso, in centro. Che bello.
  • Ieri sera, di fronte ad un Pierferdinando Casini talmente lampadato e platinato da sembrare lo zio di Beyoncè, Fabio Fazio accaponòmmi la pelle augurandosi che per il Sig. Cuffaro si risolva, in ogni caso, tutto bene. Comunque. Lapsus? Orrore.
  • Il tizio che ieri parlava di complotti delle frange estremiste della Magistratura e di “caccia all’uomo” (dopo le Toghe Rosse, le Toghe Predator) oggi ha fatto su un casino e, di nuovo, siamo qua a fare l’operetta invece della Repubblica.

Son stufa, qualcuno dica qualcosa di intelligente. Anche a caso va bene.

Festivaletteratura, sabato: le Voci

Le prime voci sono quelle che sento, per puro caso, mentre sta terminando la diretta di “Tutti i colori del giallo” trasmessa dal punto di distribuzione del C.d.S.: i signori Lehane e Connelly (mo’ me la ricordo la tua faccia) mi firmano il biglietto del treno mentre la macchina fotografica grida dall’interno della borsa. La sento quando è troppo tardi e mi do dell’imbecille. Quando mi ricapitano Lehane e Connelly seduti belli in posa ad un tavolino mentre mi sorridono con pazienza e virtù? Imbecille. Continua a leggere Festivaletteratura, sabato: le Voci