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the beat goes on

Con un amico, anni fa, si faceva vita festivaliera in quel di Venezia e, nonostante abbia sempre ritenuto da pisquani chiamare per nome i vipsz come fossero vicini di casa, con questo amico (che, vedi un po’, non ho mai chiamato col suo vero nome) ci veniva istintivo farlo indicando alcuni intellettualoni d’alto livello: il Gillo, perché ha un nome che a pronunciarlo fa allegria; il Tullio, perché incerti sulla corretta pronuncia di “Kezich”; e la Fernanda, perché la Fernanda è la Fernanda e non si poteva che chiamarla così.

Ora siamo senza.
Il Gillo ha fatto ciao nemmeno tre anni fa e, nel giro di due giorni, siamo senza gli altri due. E adesso chi chiamo per nome io? Chi vado ad incontrare al bar del Lido? Che il Gillo mi aveva pure offerto un caffè.

Si capisce che mi sento scema a dire che mi manca la Fernanda ma non so come altro definire questo dispiacere? Sarà che, se qualcuno mi faceva quelle domande cretine tipo “se fossi un personaggio famoso chi vorresti essere?”, mi veniva in mente solo lei.

hem3 hem4

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en’so dis is crismaaasz vol.2

(Monologhi Censurati di Natale)

Benvenuti a DECAMERON. Politica, sesso, religione e morte. Un programma televisivo così bello che ne vedi una puntata e dici: “Oh, non guarderò mai più la vita vera finché campo!” Uuuuh! Stasera sono proprio elettrico. Sarà che mi devono arrivare. Qua a Roma è arrivato l’inverno. Fa molto freddo. Fa talmente freddo che le minorenni sulla Salaria offrono pompini gratis ai ciccioni. Un mio amico va a puttane sulla Salaria. Gli ho detto che in giro è pieno di ragazze oneste e rispettabili. Sì, mi fa lui, ma quelle non posso permettermele. Fa veramente molto freddo. Fa talmente freddo che oggi Mussi spalmava il vicks vaporub sulla Cosa Rossa.
Fa molto freddo, ma sono bellissime giornate. C’è un sole splendido. E quando c’è il sole, sono tutti allegri. Oggi ho visto un funerale entrare in un McDonald’s. Ballavano la conga.
Mi accodo al trenino ed entro anch’io. Era il McDonald’s di piazza di Spagna. Sì, a Roma in piazza di Spagna c’è un McDonald’s. Non bisogna stupirsi. I McDonalds sono ormai dappertutto. Mia sorella ha un McDonalds nella sua cucina. Io ne ho uno nei miei pantaloni.
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Festivaletteratura, domenica: le parole

ALBAH!!! Le otto sono l’alba se sei tornata in taxi alle due e mezza di mattina e stai alla terza giornata di festival ma vabbè.
Prima il solito C.d.S. con la solita diretta di Radio2 a caso in cui, questa volta, bécco Jonathan Coe e lo fotografo con cura.
Alle 12 Diamanda Galàs si presenta, in nero e sorridente, all’incontro col pubblico composto dagli stessi darkettoni di ieri (ormai ci si saluta). Continua a leggere Festivaletteratura, domenica: le parole

Ci ho il trauma

Diamanda Galàs è una donna seduta, sola, davanti ad un pianoforte.
Diamanda Galàs sono una comitiva di persone sul palco: Janis Joplin che canta i vespri, Edith Piaf sbronza come una cagna, il Coro delle Voci Bulgare in gran spolvero, Hendrix con la chitarra in gola, poeti della Martinica, mezza Europa dell’Est, Bukowski a tenere il tempo seduto sulla cassa del pianoforte.
E ritorni bambina perchè ti aspetti che ad un certo punto, come i mostri venuti da Vega, anche lei diventi alta come un condominio, spalanchi le fauci e inghiotta mezza platea. Ma non lo fa, sorride appena, beve un poco d’acqua dalla bottiglia ed attacca un altro blues. Un altro salmo. Un altra vibrazione che ti prende le vene a tre per volta e ci fa le treccine.
Ascolto una voce posseduta, incosciente di quello che sta facendo.
E insieme.
Ascolto una voce che ha il controllo totale su ogni singola nota e sa esattamente cosa accadrà dopo.
Quindi quella sdoppiata sono io, seduta lì come un’alga, ferma, zitta e poi capisco che il senso di disagio è dovuto al fatto che mi ero dimenticata di respirare per una quarantina di secondi mentre lei, urlando, non ne sentiva il bisogno.
Avete ascoltato i dischi della Galàs? Eh, anch’io. Ieri ho capito che un concerto è, davvero, un’altra cosa. Oh, mica ho detto d’aver scoperto niente ma le occasioni di ascoltarla dal vivo non sono state molte in Italia, se non era per il Festivaletteratura chissà se mi capitava…