can che abbaia morde a sangue

In ogni condominio c’è “la vecchia pazza”. La “mia” pazza del piano di sotto mi ha accusato, negli anni, di varie atrocità campate in aria: le ho fatto crollare due lampadari con le vibrazioni strutturali prodotte dalle mie folli feste notturne, le spostavo i tappeti passeggiando per casa con i tacchi di legno (per i più distratti: è quella del piano DI SOTTO, che riuscissi a spostarle i tappeti ha qualcosa di mitologico), le suonavo il campanello alle 4 di notte, le ho allagato il bagno (quella telefonata è rimasta nel lessico familiare “ma che cosa ci fate in quel bagno, che mi piove in casa?” “eh, sa, ci hanno regalato un’otaria e non sapevamo dove metterla”) per cui a certe cose (accuse infondate, delirio architettonico, allucinazioni da peyote) ero abituata da mo’.
Un’esperienza che mi mancava, invece, era l’essere attaccata da un branco di cani rabbiosi che, fino a qualche minuto prima, mi sembravano umani ringhianti ma non pericolosi. Ho avuto un’altra prova di essere psicologicamente resistente. Non che mi servisse, ne avrei fatto pure a meno chè lo sapevo già, ma direi che dopo questa sono pronta per l’Irak, dovesse servire.
Ho lavorato dde qua e dde llà, ho collaborato con persone strambe, intossicate, stronze, perfide, stupide, disoneste, squilibrate, ma non mi sono mai sentita così in pericolo come questa volta, perchè mi fidavo, questa volta, ed è stato come trovarsi in mezzo ad un bombardamento senza alcun preavviso.
Qualunque forma di relazione possa rinascere dalla discussione (salve, sono un eufemismo) di ieri, non sarà mai basata sulla fiducia. Tolleranza, remissività, rassegnazione, anche nostalgia e rimpianto, ma nessuna fiducia.
Arrakis teaches the attitude of the knife: chopping off what’s incomplete and saying: now, it’s complete because it’s ended here.”
La solita frase dal solito libro. Non è mai stata così vera come oggi.
Le dinamiche sociali del branco, se sei un lupo, hanno valore e sono una sicurezza. Se sei un umano sono soltanto un danno difficile da evitare. Ma anche questo lo sapevo già.

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14 pensieri su “can che abbaia morde a sangue”

    1. passare da “un lavoro qualunque” a “un lavoro che abbia anche un significato” a “un lavoro senza più significato per mancanza di condivisione” può essere deleterio per l’umore (e se c’è uno che può capire la sensazione, questo sei tu, oh Forestale Bighellone…). poi, eh, ognuno ha la sua versione dei fatti

  1. Intanto, a mia discolpa: avevo davvero bisogno di lavarmi.
    Poi: cara mia, la risposta alla depressione é E SCA LE SCION. Diventa volgare. Insulta. Sii italiana. Azzannala metaforicamente. Apri un mutuo (no scusa mi sono distratto).

    Oppure ubriacati fino all´incoscienza.

      1. Un antiemetico per la signora.
        Si, giá con antiemetico hai dimostrato che italiana non sei. peraltro “can che abbaia morde a sangue” é il Miglior Titolo di Post 2012 (segue discorso).

  2. senti Coso, non per essere tignosa, ma hai replicato oggi ad un commento di settembre 2011 relativo ad un post del 17 agosto.
    cos’è? per vedere se stavo attenta? :p
    uhm, in effetti non scrivo qua sopra da 5 mesi, forse è il caso che ci rifletta (e se poi mi scatta il trigemino?) che di cose ne son successe.
    sarà che son cose di un antipatico… vabbè, intanto dico qualcosa che ti potrà lasciar intuire l’argomento di cui scriverò prossimamente: ci sono offerte di lavoro interessanti dalle tue parti?

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