dalle belle città

Il lato ironico, se mai fosse possibile trovarne uno, è che non so e non mi interessa sapere “da che parte stava” Nicola Tommasoli.
Forse la pensava come i suoi assassini o forse se n’era sempre sbattuto serenamente della politica e dei suoi giri e, leggendo di sé stesso sul giornale, non avrebbe riflettuto molto su cosa significa quello che è avvenuto.
In questo piccolo circo di bestie deformi che si scannano sorridendo, il rispetto per le persone e per le cose di tutti lascia definitivamente il posto alla difesa dell’orticello di casa. Ci si difende a fucilate, ci si sbrana per una cicca, ci si massacra per una multa. Ma con coerenza.
E mentre per Claudiu Stoleru nel paesello invocavano la pena di morte non c’è nessuno oggi, in città, che gridi alla condanna capitale per i picchiatori del centro storico: la tolleranza zero va bene per i rumeni. Anche la ghigliottina china la testa di fronte al campanilismo, pare.
Ora, probabilmente, ci sarà un gran bel funerale con il sindaco e la striscia a tre colori sulla giacca. Forse all’entrata si sentiranno cori da stadio contro il sindaco da parte della tifoseria avversaria. Probabilmente all’uscita si sentirà un grande applauso come alla fine di un bel concerto. E di tutto questo schifo rimarrà un morto tirato da una parte e dall’altra come un pupazzo. Uno che, forse, di tutto questo se ne fregava ed ora diventerà un martire, un simbolo, un eroe.
Tutte cose che, a me personalmente, farebbero girare di molto i coglioni.

Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate.
sentimmo l’ardor per la grande riscossa,
sentimmo l’amor per la patria nostra.

è che la legge che ci accompagna sta andando un po’ in vacca

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10 pensieri riguardo “dalle belle città”

  1. Ieri sera ho letto qui e poco dopo pure Capola.
    Poi, questa mattina, tra il suono della sveglia e il momento effettivo in cui mi decido a prendere coscienza (6.00 – 6.45), ero lì nel mio candido lettino e ho fatto un sogno. Per davvero eh. Erano aaaanni che non mi ricordavo un sogno.
    Non c’è molto da analizzare per il sottile.

    Ho sognato che io e la Vi eravamo in un bel parco, sotto un albero enorme (quercia bellissima), ed eravamo lì per ascoltare una conferenza di Pino Rauti.
    Sì, ecco.
    C’era Pino Rauti e un’altra che assomigliava alla Prestigiacomo, ma non era lei, e la conferenza era al termine. Pochissima gente, la Vi si alza e va a farsi fare un autografo dalla Pregistigiacomo, io mi avvicino e vado a stringere la mano a Rauti, facendogli anche i complimenti. E non ridevamo. Quando ci giriamo per andarcene mi accorgo che tutte e due abbiamo la faccia completamente inespressiva, tipo maschera del teatro giapponese, avete presente? Andandocene, senza muovere la bocca, ci mormoriamo tutte soddisfatte “dai che adesso andiamo alla Montagnola, sì sì sì”, e ci allontaniamo tutte contente, accelerando sempre più il passo, tipo comiche, convinte di aver fregato i fasci. In realtà Pino Rauti ci sente chiaramente dire che andiamo alla Montagnola, ma non reagisce, se non mettendo su un’espressione di sufficienza e un po’ sprezzante.
    Cambio scena.
    La “Montagnola” (nel sogno) è un altro parco grandissimo, sempre molto verde, alberato, con lievi collinette in giro. Solo che adesso siamo a Roma e c’è anche Capola, tutta contenta e ciarliera, che ci porta in giro. C’è una festa che è a metà tra quella de L’unità e una fiera di paese.
    Banchetti di cibo e di libri, tendoni, una sacco di gente (frikkettoni, vagabondi, punk, cani senza guinzaglio, insomma tutti comunisti o simili, eh eh) che se ne sta in giro e si “rilassa” sull’erba.
    Ad un certo punto vari sinistroidi presenti cominciano a fare i fuochi artificiali, o a mandare razzi di segnalazione, sparandoli però molto bassi, altezza ginocchia/caviglie, con la gente che si butta a terra per non essere colpita, grandi lampi bianchi dappertutto, e poi però nessuno si fa male e la gente si rialza come se niente fosse.
    Noi ci arrabbiamo, perché queste cose sono molto pericolose e non c’è proprio nulla di divertente, anzi è molto scocciante doversi continuamente buttare a terra neanche fossimo a Bagdad, quindi decidiamo di andarcene.
    All’uscita c’è una fila di stand di gastronomia etnica, ci fermiamo per mangiare qualcosa, e io mi arrabbio molto perché l’unico banchetto che fa cibo “normale” ha il compressore rotto e non mi posso comprare le patatine fritte (….).
    Ecco.

    Cioè, sta diventando grave.

  2. Importa poco, hai ragione.
    Martiri ed eroi vanno incontro alla fine scientemente e in nome di qualcosa.
    Lui invece mi pare vittima e basta.

    Difficile poi mandar giù il fatto che il lupo non viene dai boschi ma da dentro casa.

  3. @ guillermo: seria e lucida? erano anni… potenza del panico 😉
    @ rosen: meglio se ci vieni sabato pomeriggio in piazza, per vedere due o tre capeloni, un po’ di rastoni e qualche nègher. Hai bisogno di socializzare col nemico. E, al primo che fa scoppiare un raudo, giù un bell’infarto!
    @ BiancoBi: il lupo dentro casa già ci stava, lo stesso lupo che ha pestato il mio compagno di banco milioni di anni fa. Solo che ora, con la politica del panico (appunto) chi se la mette più la maglietta con la faccia di Gramsci?

  4. 😉 è bello vedere che riesco ad essere logorroica anche in sogno.
    ps: virnuccia mi raccomando il cartello giallo con scritta nera (magari non firmarmi “bocca di rosa”…qui non se batte chiodo :P)

  5. 😉 è bello vedere che riesco ad essere logorroica anche in sogno.
    ps: virnuccia mi raccomando il cartello giallo con scritta nera (magari non firmarmi “bocca di rosa”…qui non se batte chiodo :P)

  6. Ma io ti amo quando ridondi!
    ah, per la cronaca io e la Rosen domani presenzieremo alla Festa dei Popoli, che si svolge in un parco grandissimo, molto verde, alberato, con lievi collinette in giro. Banchetti di cibo e di libri, tendoni, un sacco di gente (molti extracomunitari, sa va san dir).
    All’uscita c’è una fila di stand di gastronomia etnica, ci fermeremo per mangiare qualcosa…
    Se i comunisti iniziano a lanciare bengala o si presentano degli emuli di pinorauti dovrò iniziare a credere nei sogni premonitori.

  7. …cercate anche Claudia, suo marito (rigorosamente extracomunitario) e le loro tre bimbe… 🙂
    Sono lì anche loro ad aspettar bengala.
    Vi siete trovate???

    (elfa, molto speranzosa)

  8. guarda, c’era un tal bordello di popolo che non li ho visti, in compenso ho incontrato mezzo maffei “dei miei tempi” (ovviamente quelli che mi sarei aspettata di trovarci… ) ed ho capito che è giusto mettere un freno all’immigrazione: c’era una tale quantità di donne bellissime che volevo tornare a casa e non uscire più :-p

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