la peste alle vostre famiglie

Torno da un 25 aprile giocoso nell’Appennino Reggiano pensando che avrei voluto poter rimanere anche a Verona, per partecipare ad un corteo di migranti che cercano, non da soli per dio, non da soli, di farsi guardare in faccia da chi li vorrebbe buoni per lavorare ma invisibili.

Ho avuto la notizia per telefono, il 25 sera, ma speravo fosse una notizia “partigiana”, faziosa, da chi è incazzato da mo’ con la polizia per cui ci prova gusto ad esagerare e invece no: il poliziotto che parte da solo e gratis a pestare i manifestanti fermi davanti al cordone sanitario antisommossa esiste davvero.

Come temevo, il bravo cittadino inizia a sentirsi autorizzato ad aggredire. Gli hanno detto che ha ragione ad avere paura. Paurissima. Quindi morde per primo. Rabbia preventiva.

Ed ora si pensa alle ronde di quartiere. Che se devo girare per strada con il timore di incontrare bande di fanatici autorizzati allora sì inizierò ad avere paura, altro che emergenza sicurezza.

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