Ninna Nanna di Sòfia

nell’attesa di arrivare in fondo alla storia di Simonetta e Pasqualino (mannaggiachiavutol’idea) ho composto una dolce ninna nanna. mi suona di già sentito, ma non saprei…

Sventoliamo al sol d’aprile
la bandiera popolare,
su compagni, col badile,
che c’è l’orto da vangare.
Siamo giovani, siam forti,
non ci trema in petto il cuore,
siam le vigili coorti
del pandoro al mascarpon.

Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza,
nella notte a Cervarezza
il tuo canto squilla e va.

Sior Tekaia la tua schiena
è già pronta alla battaglia
con lo sguardo alla bandiera
sulle zolle essa si scaglia.
Con la gatta che si stende
tra le frasche del tuo orto
che ci frutta e ognor ci rende
di zucchine un gran conforto.

Parabrezza, parabrezza,
spazzo via la neve fresca
che quest anno a Cervarezza
ne è venuta giù un bel po’.

I diggei ed i cazzeggioni
i tamarri e i pidiessini
con i ciccioli e il chinotto
ed i Vogon-regalini:
non v’è modo d’impedire
che v’invadano le schiere
degli amici pronti a bere
e a fumare nell’andron.

Transumanza, transumanza,
ecco l’orda che s’avanza:
con la scusa della bimba
ci trovate tutti là
(alalà)

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8 pensieri su “Ninna Nanna di Sòfia”

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