Archivio per la categoria ‘vita balenga’

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the beat goes on

Mercoledì 19 Agosto 2009

Con un amico, anni fa, si faceva vita festivaliera in quel di Venezia e, nonostante abbia sempre ritenuto da pisquani chiamare per nome i vipsz come fossero vicini di casa, con questo amico (che, vedi un po’, non ho mai chiamato col suo vero nome) ci veniva istintivo farlo indicando alcuni intellettualoni d’alto livello: il Gillo, perché ha un nome che a pronunciarlo fa allegria; il Tullio, perché incerti sulla corretta pronuncia di “Kezich”; e la Fernanda, perché la Fernanda è la Fernanda e non si poteva che chiamarla così.

Ora siamo senza.
Il Gillo ha fatto ciao nemmeno tre anni fa e, nel giro di due giorni, siamo senza gli altri due. E adesso chi chiamo per nome io? Chi vado ad incontrare al bar del Lido? Che il Gillo mi aveva pure offerto un caffè.

Si capisce che mi sento scema a dire che mi manca la Fernanda ma non so come altro definire questo dispiacere? Sarà che, se qualcuno mi faceva quelle domande cretine tipo “se fossi un personaggio famoso chi vorresti essere?”, mi veniva in mente solo lei.

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AAA wooden brain chick

Mercoledì 24 Giugno 2009

C’è una poiana in quel di Bulagna che ha bisogno urgente di un lavoro.

C’è uno della cricca degli “pseudo-zii” (chè siamo tutti di nuovo pseudo-zii di due bellegemelle, siamo a quota squadra di calcio) che vive a Bulagna ed ha un sacco di contatti interessanti.

C’è qua una (io) con la soglia di attenzione di un canarino sbronzo che si rende conto delle cose solo quando gliele indicano con una grande freccia luminosa (possibilmente con gli effetti sonori) e che poteva rendersi utile prima, mettendo in contatto la poiana ed il neo-pseudo-zio due mesi fa e non, tipo, questa sera.

Sono una boccalona tonta che capisce che le hanno fatto uno scherzo solo quando passa un bimotore con lo striscione “scema scema” sopra casa sua, una che capisce che vi serve aiuto solo quando vi trova rantolanti sulla soglia di casa, una che si accorge di avere il vestito sbottonato a metà solo quando mezzo autobus di militari inizia a fare la ola (sì, mi è successo).

Insomma, se vi serve una mano ditemelo, che se aspettate che me ne renda conto facciamo notte. Non è che me ne frego o che sono stronza, è proprio che non ci arrivo.

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God Blessa Merica

Venerdì 05 Giugno 2009

Ho (intra)visto su MTV mezza puntata di America’s Most Smartest Model (si legge “America smos smastesmodel”, riuscire a pronunciarlo fa parte del test di ammissione al MENSA).
Una delle prove l’era quella di fare lo spelling.
Di parole tipo “Lacroix” o “collagene”.
L’altra prova consisteva nello sfilare elencando una serie di cose:
La tua categoria è “città al di fuori degli Stati Uniti” “uhmmm … Rome … Naples … Sicily … (si ferma stranita, riflette) … Paris … Tuscany … errrrr….
La tua categoria è “nomi di fiori” “… rose … tulip … gardenia … tulip … mmm … rose … gardenia…
Per fortuna la passerella era corta.
Non so chi ha vinto perché mi è saltata l’antenna.
Però so chi ha ideato il format. Non può essere stato altri che Iorek Byrnison, il mio idiota preferito. Non vedo altre spiegazioni.

Comunque ora ho risistemato l’antenna. Grazie al cielo fanno E.R., che mi si ripigli il neurone.

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Rangangangang (cit.) (e la capiamo in due)

Martedì 02 Giugno 2009

grazie Carlito
semmai avessi avuto dei dubbi, me li son proprio tolti

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

elezioni 2009… uguale…

sono quiiiii

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enjoy the silence

Mercoledì 25 Febbraio 2009

un giorno me la faccio tornare la voglia di scrivere qui sopra eh?
(nel frattempo buon compleanno e commenti a badili a tutti quelli che mi son persa da quando ho il piccì fuori uso)

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JFK

Lunedì 04 Agosto 2008

più vicino alla Dea, ora

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Protetto: meno criptica del solito

Giovedì 12 Giugno 2008

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Verona manifesta

Martedì 20 Maggio 2008

La testa del corteo me la son persa. Così mi son persa pure gli spaccavetrine-sfondacordoni che, anche questa volta, hanno dato l’opportunità alla stampa di calcare la mano sui danni anzichè sulla bellezza di questo corteo.
Grazie, scemi.
Perchè anche questa volta la brava gente potrà dire “i fa solo casìn” invece di avere la mente sgombra per chiedersi perchè tutte quelle persone marciavano nelle strade.
Ritengo che il nome di Nicola Tommasoli sia stato anche usato: uno strumento per una manifestazione che aveva molto più a che fare con la protesta politica (detto più tera tera: per fargli il mazzo al sindaco) che con il suo ricordo, ma ho visto gente piangere durante il minuto di silenzio vicino a Porta Leona, ho sentito persone parlare con il cuore di ciò che è avvenuto quel primo maggio che sembra mille anni fa, ho sorriso vedendo “i cattivi” della Chimica fare cordone intorno agli spaccavetrine per impedire loro di fare altri danni. E quanto mme rode che adesso, a causa di quei quattro blecbloc-anarcoisurrezionalsarcazzo, la stampa liberaebella possa avere un buon pretesto per non raccontare tutto il resto.
Perchè era gente bella quella con cui ho camminato sabato pomeriggio, perchè era gente sorridente che non aveva paura o che, almeno, vuole fare in modo di averne meno.
E c’era la Sarìn che incontro ogni volta. Non ci vediamo spesso ma, se voglio sapere come sta, mi basta andare alla Festa in Rosso, al concerto degli Yo Yo Mundi o al corteo antifascista e so che la troverò e ci aggiorneremo sulle nostre vite.
E Antonio sul furgone, che litiga con i cordini del cartello che gli ho chiesto di attaccare ma senza perdere un solo cliente del bar in movimento. Perchè a essere professionali in certe occasioni ci vuole classe.
La Laurella, la nostra occasione mancata di un sindaco differente, con il suo ombrello rosso (perchè poteva piovere ma non l’ha fatto, il diluvio c’è stato solo alle dieci di sera).
E c’era la “sorellaunpo’piùpiccola” di una vecchia amica del liceo che mi riconosce e mi dice che son sempre stata il suo mito perché la facevo tanto ridere e mi fa rivedere alcuni anni della mia vita in modo diverso e quasi mi convinco che ne è valsa la pena.
E mi presenta Linda che sembrava ci conoscessimo da anni e ci siam ritrovate a parlare con un ragazzo marocchino che racconta che qui va male, malissimo, ma non se la sente di tornare senza nulla in mano e vuole restare e riprovare ma è difficile.
Quando la piazza si svuota restiamo ancora a parlare con lui ed un altro, tunisino, che si chiede, ma con una discreta ironia, che senso abbia per uno che vive da 22 anni in Italia sentirsi dire che, se non ha un lavoro fisso, se ne può andare. San Precario dei Tunisini.
Anche regalare qualche soldo può essere difficile, per paura di offendere, di ferire un senso di dignità già messo alla prova, ma c’è chi sa farlo nel modo giusto. Non io, non ci ho nemmeno pensato, ma una persona più pronta di me a fidarsi, a voler bene, ad accogliere.
In piazza, nel pomeriggio, c’era anche una copia di vecchi signori, lui con la giacca marrone, lei con lo chignon di capelli grigi, la bandiera della pace sulle spalle ed un sorriso incantevole, e c’era la Chiara che, guardandoli, diceva sottovoce al moroso “pensa che bello, invecchiare così, andare insieme ai cortei anche a settant’anni…”
Questa non sogna di invecchiare con lui nella bella casa in montagna. Questa sogna di invecchiare con lui per andare insieme ai cortei.
E poi dicono che scendere in piazza non serve a niente…

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Non c’è più religione

Sabato 22 Marzo 2008

Mentre leggo che il Signor Papa finalmente si è deciso a dire quattro parole pure sulla Cina ed il Tibet (non avendo «fonti dirette di informazione, non ha un nunzio o una comunità che viva lì da cui avere notizie e chiarimenti per eventuali appelli pubblici» … era questa la giustificazione per il silenzio dei giorni scorsi), mentre aspetto con trepidante ansia (da anni che trepido) che la CEI chiuda i conti correnti attivi presso numerose banche che, tra le loro attività, collaborano attivamente al commercio di armi italiane, leggo su un quotidiano locale un titolo spettacolare, una perla pirla di umorismo (involontario?) che resterà per sempre nel mio cuore, mentre alla mente si affacciano immagini di una morbosità non comune:

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Il giorno dopo, suona il campanello. Al citofono, una voce maschile giovane e cortese: “Signora buongiorno! Noi non ci conosciamo, mi chiamo Fabrizio e sto girando per regalare degli inviti per partecipare alla crocefissione di Gesù” “Eh?” “Non le interessa signora?” … oh, beh, non so se Gesù si sta sganasciando per il modo in cui viene proposta la cosa ma no, grazie, non è un tipo di spettacolo che mi appassiona… O_O

Ieri, nel silenzio del cortile condominiale immerso nella pennica del dopopranzo, un bambino seduto vicino al balcone che gioca con la sua nuova pianolina elettrica. Mima un concerto in modo appassionato, dev’essere un fissato di MTV. Grida forte con la sua voce sottile, con le finestre aperte, per cui lo sento come se stesse davvero urlando ad un microfono: “Ed oraaa, tutti insieme! Su le maniiii! Aaaaah (imita la folla in delirio) Siete tantissimiiii! (si applaude da solo) Questa canzone è per vooiiii!” ed attacca a suonare, notina per notina, l’Inno alla Gioia di Beethoven. Dio esiste.

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non facciamoci riconoscere

Giovedì 13 Marzo 2008

Nel giro di 48 ore potrebbe finire tutto in modo vergognoso:
Sabato 15 marzo 2008 alle ore 10:00 staccheranno la fornitura di energia elettrica

L’Istituzione Scientifica “Centro per la salvaguardia dei colibrì” di Trieste ha realizzato per conto del Governo Italiano, del Governo Peruviano e del Governo Ecuadoriano, dei progetti di salvaguardia ambientale Read the rest of this entry ?