Archivio per la categoria ‘verona in love’

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vox populi, vox buèi

Venerdì 29 Maggio 2009

Una esce no? Fa quello che fanno tutti, va al lavoro, piglia l’autobus, va a far la spesa. E sente. Anche se non vuole, sente.

“io non vado a votare perchè tanto sono tutti uguali”
“io non vado a votare perchè tanto non cambia niente”
“perchè gli altri hanno fatto meglio? almeno adesso costruiscono le strade”
“lo so, cioè, non è bello sapere certe cose su chi ci governa, ma tanto ormai la mafia è dappertutto, funziona così, non ci puoi fare niente”
“era ora che li mandassero tutti via, ’sti delinquenti immigrati che vengono qua solo a rubare, che stessero a casa sua”
“a me non mi ha mica fatto niente di male, anzi, mi ha tolto l’ICI”
“sarà anche un ladro, ma almeno sa come farci fare i soldi”
“me frega a mì de quel che dize i giudici, vol dir che l’è furbo”

e poi dicono che uno si butta a sinistra… dal ponte, mi butterei…

(“buèi” = “budella”, plurale maschile di “buel”, vedi dizionario veronese-italiano)

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il cuore è uno zingaro

Giovedì 12 Marzo 2009

All’alba del 5 marzo 2009, agenti di Polizia della Questura di Verona hanno videofilmato e fotografato, di fronte e di profilo, le persone residenti o domiciliate presso le piazzole di sosta di Strada La Rizza, Forte Azzano, famiglie residenti in Verona da decenni; si tratta di nostri concittadini italiani che si riconoscono come appartenenti alla minoranza etnico-linguistica Rom

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (oh, erano anni che sognavo di scriverlo) una lettera del Comitato Verona Città Aperta (che poteva suonare come un moto di speranza ma sa sempre più di neo-realismo). La pubblichiamo per farvi sapere, oh miei affezionati lettori, che sono felice!!!

Sono una figlia degli anni ‘80, ho imparato a memoria Rusty il selvaggio, la 56ma Strada, i Guerrieri della notte e Fuga da New York. Son venuta su a pane e guerra fredda, ho scavalcato tossici riversi per terra per entrare a scuola, mi hanno perquisito l’autobus per cercare il Generale Dozier.

Insomma, ci ho l’imprinting. Una foto segnaletica tutta per me è sempre stata il mio desiderio segreto: la foto di fronte e di profilo, la luce sparata in faccia, l’espressione assonnata e truce. Come Elwood Blues, come Abel e Furlan. Figata.

Da oggi mi basterà aggirarmi per Strada la Rizza, procurarmi un documento d’identità valido ed essere italiana da almeno tre generazioni (ci sto dentro) e, finalmente, il mio Grande Sogno potrà avverarsi.

Vi invito a sottoscrivere la lettera aperta ed a divulgare il più possibile questa amena notizia, che qua cominciamo ad esagerare.

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Verona manifesta

Martedì 20 Maggio 2008

La testa del corteo me la son persa. Così mi son persa pure gli spaccavetrine-sfondacordoni che, anche questa volta, hanno dato l’opportunità alla stampa di calcare la mano sui danni anzichè sulla bellezza di questo corteo.
Grazie, scemi.
Perchè anche questa volta la brava gente potrà dire “i fa solo casìn” invece di avere la mente sgombra per chiedersi perchè tutte quelle persone marciavano nelle strade.
Ritengo che il nome di Nicola Tommasoli sia stato anche usato: uno strumento per una manifestazione che aveva molto più a che fare con la protesta politica (detto più tera tera: per fargli il mazzo al sindaco) che con il suo ricordo, ma ho visto gente piangere durante il minuto di silenzio vicino a Porta Leona, ho sentito persone parlare con il cuore di ciò che è avvenuto quel primo maggio che sembra mille anni fa, ho sorriso vedendo “i cattivi” della Chimica fare cordone intorno agli spaccavetrine per impedire loro di fare altri danni. E quanto mme rode che adesso, a causa di quei quattro blecbloc-anarcoisurrezionalsarcazzo, la stampa liberaebella possa avere un buon pretesto per non raccontare tutto il resto.
Perchè era gente bella quella con cui ho camminato sabato pomeriggio, perchè era gente sorridente che non aveva paura o che, almeno, vuole fare in modo di averne meno.
E c’era la Sarìn che incontro ogni volta. Non ci vediamo spesso ma, se voglio sapere come sta, mi basta andare alla Festa in Rosso, al concerto degli Yo Yo Mundi o al corteo antifascista e so che la troverò e ci aggiorneremo sulle nostre vite.
E Antonio sul furgone, che litiga con i cordini del cartello che gli ho chiesto di attaccare ma senza perdere un solo cliente del bar in movimento. Perchè a essere professionali in certe occasioni ci vuole classe.
La Laurella, la nostra occasione mancata di un sindaco differente, con il suo ombrello rosso (perchè poteva piovere ma non l’ha fatto, il diluvio c’è stato solo alle dieci di sera).
E c’era la “sorellaunpo’piùpiccola” di una vecchia amica del liceo che mi riconosce e mi dice che son sempre stata il suo mito perché la facevo tanto ridere e mi fa rivedere alcuni anni della mia vita in modo diverso e quasi mi convinco che ne è valsa la pena.
E mi presenta Linda che sembrava ci conoscessimo da anni e ci siam ritrovate a parlare con un ragazzo marocchino che racconta che qui va male, malissimo, ma non se la sente di tornare senza nulla in mano e vuole restare e riprovare ma è difficile.
Quando la piazza si svuota restiamo ancora a parlare con lui ed un altro, tunisino, che si chiede, ma con una discreta ironia, che senso abbia per uno che vive da 22 anni in Italia sentirsi dire che, se non ha un lavoro fisso, se ne può andare. San Precario dei Tunisini.
Anche regalare qualche soldo può essere difficile, per paura di offendere, di ferire un senso di dignità già messo alla prova, ma c’è chi sa farlo nel modo giusto. Non io, non ci ho nemmeno pensato, ma una persona più pronta di me a fidarsi, a voler bene, ad accogliere.
In piazza, nel pomeriggio, c’era anche una copia di vecchi signori, lui con la giacca marrone, lei con lo chignon di capelli grigi, la bandiera della pace sulle spalle ed un sorriso incantevole, e c’era la Chiara che, guardandoli, diceva sottovoce al moroso “pensa che bello, invecchiare così, andare insieme ai cortei anche a settant’anni…”
Questa non sogna di invecchiare con lui nella bella casa in montagna. Questa sogna di invecchiare con lui per andare insieme ai cortei.
E poi dicono che scendere in piazza non serve a niente…

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non ci facciamo mancare niente

Giovedì 15 Maggio 2008

Ci saranno due manifestazioni, sabato 17 maggio, a Verona.
La prima partirà come si conviene con quello che si chiama, in modo molto buffo, “concentramento” alla stazione e poi via in corteo per le strade del centro, davanti al luogo dove Nicola Tommasoli è stato ammazzato e nella piazza degli spritz e del casino fino a notte fonda. Organizzata da un’assemblea promotrice di cui fanno parte quelli della Chimica e del Circolo Pink più un tot di formazioni politiche e, pare certo, tonnellate di persone da tutta Italia.
Mi commuove e mi entusiasma.
Ma l’hanno chiamata “Nicola è uno di noi” e questo a me non piace.
Perchè non credo che nessuno abbia il diritto di usare quel nome.
Nulla da eccepire sulla manifestazione. Ogni scusa è buona per dir su al bietolone che fa il sindaco da queste parti, ogni giorno: telefonate ore pasti e ci sarò.
Ma avrei preferito che il nome rimanesse non detto, un nome che tutti sanno e mormorano e ricordano ma senza sbatterlo in faccia al pubblico come un bandierone. Però… l’importanza di una manifestazione apertamente antifascista in questa città dormiente è assoluta.
La seconda manifestazione, Verona libera, si terrà in piazza Bra’, organizzata dal Coordinamento Migranti, dalle stesse persone che, il 25 aprile, quella piazza se la sono vista negare senza motivo. Una manifestazione che non vuole bandiere e slogan ma soltanto la possibilità di farsi sentire.
E io che faccio?
Ho voglia di andare in corteo con quelli che gridano, che sventolano bandiere che mi tengono caldo, ho voglia di vedere Antonio sul furgone che distribuisce le bibite, ho voglia di marciare a fianco dei Pink e degli Antifa e di vedere ’ste millemila persone da tutto il paese che vengono a tenerci compagnia.
Ma ho voglia anche di andare in corteo senza bandiere e senza nomi, di seguire i migranti e di saltare con loro, per il solo fatto che danno fastidio e quindi mi attirano come il miele.
Vado qui, vado là, vado ovunque?
Cazzo sembro Veltroni…..

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dalle belle città

Lunedì 05 Maggio 2008

Il lato ironico, se mai fosse possibile trovarne uno, è che non so e non mi interessa sapere “da che parte stava” Nicola Tommasoli.
Forse la pensava come i suoi assassini o forse se n’era sempre sbattuto serenamente della politica e dei suoi giri e, leggendo di sé stesso sul giornale, non avrebbe riflettuto molto su cosa significa quello che è avvenuto.
In questo piccolo circo di bestie deformi che si scannano sorridendo, il rispetto per le persone e per le cose di tutti lascia definitivamente il posto alla difesa dell’orticello di casa. Ci si difende a fucilate, ci si sbrana per una cicca, ci si massacra per una multa. Ma con coerenza.
E mentre per Claudiu Stoleru nel paesello invocavano la pena di morte non c’è nessuno oggi, in città, che gridi alla condanna capitale per i picchiatori del centro storico: la tolleranza zero va bene per i rumeni. Anche la ghigliottina china la testa di fronte al campanilismo, pare.
Ora, probabilmente, ci sarà un gran bel funerale con il sindaco e la striscia a tre colori sulla giacca. Probabilmente all’entrata si sentiranno cori da stadio contro il sindaco da parte della tifoseria avversaria. Probabilmente all’uscita si sentirà un grande applauso come alla fine di un bel concerto. E di tutto questo schifo rimarrà un morto tirato da una parte e dall’altra come un pupazzo. Uno che, forse, di tutto questo se ne fregava ed ora diventerà un martire, un simbolo, un eroe.
Tutte cose che, a me personalmente, farebbero girare di molto i coglioni.

Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate.
sentimmo l’ardor per la grande riscossa,
sentimmo l’amor per la patria nostra.

è che la legge che ci accompagna sta andando un po’ in vacca

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la peste alle vostre famiglie

Domenica 27 Aprile 2008

Torno da un 25 aprile giocoso nell’Appennino Reggiano pensando che avrei voluto poter rimanere anche a Verona, per partecipare ad un corteo di migranti che cercano, non da soli per dio, non da soli, di farsi guardare in faccia da chi li vorrebbe buoni per lavorare ma invisibili.

Ho avuto la notizia per telefono, il 25 sera, ma speravo fosse una notizia “partigiana”, faziosa, da chi è incazzato da mo’ con la polizia per cui ci prova gusto ad esagerare e invece no: il poliziotto che parte da solo e gratis a pestare i manifestanti fermi davanti al cordone sanitario antisommossa esiste davvero.

Come temevo, il bravo cittadino inizia a sentirsi autorizzato ad aggredire. Gli hanno detto che ha ragione ad avere paura. Paurissima. Quindi morde per primo. Rabbia preventiva.

Ed ora si pensa alle ronde di quartiere. Che se devo girare per strada con il timore di incontrare bande di fanatici autorizzati allora sì inizierò ad avere paura, altro che emergenza sicurezza.

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Signor tòmelo che no son degna

Venerdì 29 Febbraio 2008

Verona in Love
aggiornamenti dalla ridente cittadina nonché amena località

- bandi regionali per l’edilizia residenziale pubblica: ai cittadini italiani residenti da almeno 20 anni l’ente può attribuire 4 punti in più nell’assegnazione degli alloggi
- contratti privati che l’AGEC stipula con i cittadini richiedenti (a canone convenzionato): viene innalzato il limite di residenza portandolo dai 2 anni previsti dalla legge Bossi-Fini a 10 anni di residenza
per questi due punti ci risulta una tiratina d’orecchie della Commissione Europea alla quale l’esimio risponde: “Bruxelles non conosce integralmente i provvedimenti: il fine è la tutela dei cittadini veronesi” (notiziole QUI)

- piste ciclabili? sono pericolose per l’incolumità dei pedoni, quindi via via via!

- trovato un “pezzo di muro” durante gli scavi per i nuovi parcheggi in centro storico. La Sovrintendenza interviene. L’esimio dichiara: “non è un pezzo di muro sottoterra che qualifica l’offerta culturale, museale ed espositiva della nostra città” (notiziole QUI)

mica è finita eh? ma ’ste cose van centellinate sennò, poi, ci parli tu con l’ulcera?

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Sgomberare sgomberare non c’è niente da vedere!

Martedì 21 Agosto 2007

flavia-tosi.jpg

Che poi non è vero che non c’è da vedere.
Ai giardini di fronte c’è sempre un po’ di popolo sgomberato che sta lì ed osserva. Qualche uniforme blu che presidia. Qualche nazi crapapelada che vorrebbe fare lo sborone ma rinuncia per via delle uniformi blu.
Dopo un agosto pieno di sole il temporale è esploso violento all’alba, in coincidenza con lo sgombero e, da ieri, scende una pioggia autunnale noiosa e fredda. Manco fosse un film sceneggiato male, col meteo che fa da contrappunto alla storia. “ed anche il cielo divenne plumbeo e privo di gioia” ALE’ (on the air: “Adagio for strings” di Samuel Barber)
Oh insomma! ‘sta baracca abbandonata fondata sull’amianto era dannosa per la salute dei cittadini né? Per questo ci hanno messo dieci anni a decidersi…..
Un gioviale sput sput (stile Matisse degli Aristogatti) alla rappresentanza politica di sinistra che si è espressa con coraggio e fermezza nei toni del “non è bello occupare, è illegale, noi mica eravamo d’accordo però, insomma, addirittura lo sgombero, eeeeh che maniere” (stile Calimero piccolo e nero: le fiabe sonore in giunta comunale).
Ora però sgomberatemi pure i giuovini della Verona bene che fanno casino di notte perché it’s so trendy stare in duecento fuori dal bar col cocktail in piedi in mezzo alla piazza (deh! L’esplosione di varici che vi punirà tra 15 anni! Non vedo l’orahahAHAHAH!)
Uh, ma guarda, manco fosse un film sceneggiato male, dopo trentasei ore di tempo pessimo le nubi si stanno diradando. Nel film a questo punto mi volto lentamente guardando dritto in macchina con un sorriso divertito. Ed inizio a ridere.
Adoro sfottere i cattivi. Forse una risata non li seppellirà ma un poco di fastidio glielo deve pur dare. Ridi, che ‘sto pisquano di sindaco non si merita la soddisfazione di essere avversato in modo serio.
Quindi sarò noiosa, irritante e stupida come non mai.
Sceriffo Tosiiiiiiiii?
PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
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Dolcenera

Mercoledì 25 Luglio 2007

Un simpatico giuovine il Miglioranzi: 35 anni, a lungo leader degli skinhead scaligeri, ex bassista (? credo, non che li abbia mai seguiti in tour) dei Gesta Bellica, tristemente scioltisi nel 2006 (“ma io sono camicia nera, la mia patria e la mia bandiera, ma io sono camicia nera, nel mio cuore una fede sincera, ma io sono camicia nera, do la vita per l’Italia intera!” ah beh). Read the rest of this entry ?