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can che abbaia morde a sangue

mercoledì 17 agosto 2011

In ogni condominio c’è “la vecchia pazza”. La “mia” pazza del piano di sotto mi ha accusato, negli anni, di varie atrocità campate in aria: le ho fatto crollare due lampadari con le vibrazioni strutturali prodotte dalle mie folli feste notturne, le spostavo i tappeti passeggiando per casa con i tacchi di legno (per i più distratti: è quella del piano DI SOTTO, che riuscissi a spostarle i tappeti ha qualcosa di mitologico), le suonavo il campanello alle 4 di notte, le ho allagato il bagno (quella telefonata è rimasta nel lessico familiare “ma che cosa ci fate in quel bagno, che mi piove in casa?” “eh, sa, ci hanno regalato un’otaria e non sapevamo dove metterla”) per cui a certe cose (accuse infondate, delirio architettonico, allucinazioni da peyote) ero abituata da mo’.
Un’esperienza che mi mancava, invece, era l’essere attaccata da un branco di cani rabbiosi che, fino a qualche minuto prima, mi sembravano umani ringhianti ma non pericolosi. Ho avuto un’altra prova di essere psicologicamente resistente. Non che mi servisse, ne avrei fatto pure a meno chè lo sapevo già, ma direi che dopo questa sono pronta per l’Irak, dovesse servire.
Ho lavorato dde qua e dde llà, ho collaborato con persone strambe, intossicate, stronze, perfide, stupide, disoneste, squilibrate, ma non mi sono mai sentita così in pericolo come questa volta, perchè mi fidavo, questa volta, ed è stato come trovarsi in mezzo ad un bombardamento senza alcun preavviso.
Qualunque forma di relazione possa rinascere dalla discussione (salve, sono un eufemismo) di ieri, non sarà mai basata sulla fiducia. Tolleranza, remissività, rassegnazione, anche nostalgia e rimpianto, ma nessuna fiducia.
Arrakis teaches the attitude of the knife: chopping off what’s incomplete and saying: now, it’s complete because it’s ended here.”
La solita frase dal solito libro. Non è mai stata così vera come oggi.
Le dinamiche sociali del branco, se sei un lupo, hanno valore e sono una sicurezza. Se sei un umano sono soltanto un danno difficile da evitare. Ma anche questo lo sapevo già.

 

9 commenti

  1. Ahi! Che ti è successo? Quello che hai scritto suona molto preoccupante. Hai tutto il mio sostegno!
    Dario


    • passare da “un lavoro qualunque” a “un lavoro che abbia anche un significato” a “un lavoro senza più significato per mancanza di condivisione” può essere deleterio per l’umore (e se c’è uno che può capire la sensazione, questo sei tu, oh Forestale Bighellone…). poi, eh, ognuno ha la sua versione dei fatti


      • ne approfitto per ribadire che il tuo blog è davvero phigou :-)


  2. se ti hanno minacciato o sfiorato, dal civile (disputa condominiale), si va nel penale. Vacci.


    • se non ti conoscessi direi che parli da avvocato :-p comunque no, nessuna minaccia, solo zanne in gran spolvero.
      più che penale, penoso


      • penico?


  3. sapevo che non avresti resistito. ah!


  4. Intanto, a mia discolpa: avevo davvero bisogno di lavarmi.
    Poi: cara mia, la risposta alla depressione é E SCA LE SCION. Diventa volgare. Insulta. Sii italiana. Azzannala metaforicamente. Apri un mutuo (no scusa mi sono distratto).

    Oppure ubriacati fino all´incoscienza.


    • sii italianaHAHAHHAHAHA eeeeeeeeeeeee…. odddìo, così mi si ripropongono raccapriccianti frammenti di jersey shore. ho scritto jersey shore? presto, un antiemetico!



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