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AAA wooden brain chick

Mercoledì 24 Giugno 2009

C’è una poiana in quel di Bulagna che ha bisogno urgente di un lavoro.

C’è uno della cricca degli “pseudo-zii” (chè siamo tutti di nuovo pseudo-zii di due bellegemelle, siamo a quota squadra di calcio) che vive a Bulagna ed ha un sacco di contatti interessanti.

C’è qua una (io) con la soglia di attenzione di un canarino sbronzo che si rende conto delle cose solo quando gliele indicano con una grande freccia luminosa (possibilmente con gli effetti sonori) e che poteva rendersi utile prima, mettendo in contatto la poiana ed il neo-pseudo-zio due mesi fa e non, tipo, questa sera.

Sono una boccalona tonta che capisce che le hanno fatto uno scherzo solo quando passa un bimotore con lo striscione “scema scema” sopra casa sua, una che capisce che vi serve aiuto solo quando vi trova rantolanti sulla soglia di casa, una che si accorge di avere il vestito sbottonato a metà solo quando mezzo autobus di militari inizia a fare la ola (sì, mi è successo).

Insomma, se vi serve una mano ditemelo, che se aspettate che me ne renda conto facciamo notte. Non è che me ne frego o che sono stronza, è proprio che non ci arrivo.

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la stangata

Venerdì 12 Giugno 2009

Dieci minuti di pausa forzata mentre la quiche finisce di cuocere. Che fffamo? ‘na partita de Uno va’
Un riquadro della finestra di gioco è dedicato a quelle fastidiosissime minichat assurde che durano il tempo della partita.
Due dei quattro giocatori iniziano a scriversi: mi son copiata tutto perché il dialogo tra “cordiale maschio – passavo di qua per caso, parliamo” e “cordiale femmina – passavo di qua per caso, mo’ valuto” è esilarante.

Raoul V. hello
Cindy L. ton pays c’est quoi
Raoul V. moi? (no, parla con Romiti, imbecille)
Cindy L. oui
Raoul V. belgium
Cindy L. sa va
Cindy L. tu habite ou

Raoul V. et toi?
Cindy L. -belgique
Raoul V. louvain
Raoul V. et toi?
Cindy L. ok ta quels age
Raoul V. 32
Cindy L. a ok

fine di un amore

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God Blessa Merica

Venerdì 05 Giugno 2009

Ho (intra)visto su MTV mezza puntata di America’s Most Smartest Model (si legge “America smos smastesmodel”, riuscire a pronunciarlo fa parte del test di ammissione al MENSA).
Una delle prove l’era quella di fare lo spelling.
Di parole tipo “Lacroix” o “collagene”.
L’altra prova consisteva nello sfilare elencando una serie di cose:
La tua categoria è “città al di fuori degli Stati Uniti” “uhmmm … Rome … Naples … Sicily … (si ferma stranita, riflette) … Paris … Tuscany … errrrr….
La tua categoria è “nomi di fiori” “… rose … tulip … gardenia … tulip … mmm … rose … gardenia…
Per fortuna la passerella era corta.
Non so chi ha vinto perché mi è saltata l’antenna.
Però so chi ha ideato il format. Non può essere stato altri che Iorek Byrnison, il mio idiota preferito. Non vedo altre spiegazioni.

Comunque ora ho risistemato l’antenna. Grazie al cielo fanno E.R., che mi si ripigli il neurone.

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Rangangangang (cit.) (e la capiamo in due)

Martedì 02 Giugno 2009

grazie Carlito
semmai avessi avuto dei dubbi, me li son proprio tolti

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

elezioni 2009… uguale…

sono quiiiii

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vox populi, vox buèi

Venerdì 29 Maggio 2009

Una esce no? Fa quello che fanno tutti, va al lavoro, piglia l’autobus, va a far la spesa. E sente. Anche se non vuole, sente.

“io non vado a votare perchè tanto sono tutti uguali”
“io non vado a votare perchè tanto non cambia niente”
“perchè gli altri hanno fatto meglio? almeno adesso costruiscono le strade”
“lo so, cioè, non è bello sapere certe cose su chi ci governa, ma tanto ormai la mafia è dappertutto, funziona così, non ci puoi fare niente”
“era ora che li mandassero tutti via, ’sti delinquenti immigrati che vengono qua solo a rubare, che stessero a casa sua”
“a me non mi ha mica fatto niente di male, anzi, mi ha tolto l’ICI”
“sarà anche un ladro, ma almeno sa come farci fare i soldi”
“me frega a mì de quel che dize i giudici, vol dir che l’è furbo”

e poi dicono che uno si butta a sinistra… dal ponte, mi butterei…

(”buèi” = “budella”, plurale maschile di “buel”, vedi dizionario veronese-italiano)

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il cuore è uno zingaro

Giovedì 12 Marzo 2009

All’alba del 5 marzo 2009, agenti di Polizia della Questura di Verona hanno videofilmato e fotografato, di fronte e di profilo, le persone residenti o domiciliate presso le piazzole di sosta di Strada La Rizza, Forte Azzano, famiglie residenti in Verona da decenni; si tratta di nostri concittadini italiani che si riconoscono come appartenenti alla minoranza etnico-linguistica Rom

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (oh, erano anni che sognavo di scriverlo) una lettera del Comitato Verona Città Aperta (che poteva suonare come un moto di speranza ma sa sempre più di neo-realismo). La pubblichiamo per farvi sapere, oh miei affezionati lettori, che sono felice!!!

Sono una figlia degli anni ‘80, ho imparato a memoria Rusty il selvaggio, la 56ma Strada, i Guerrieri della notte e Fuga da New York. Son venuta su a pane e guerra fredda, ho scavalcato tossici riversi per terra per entrare a scuola, mi hanno perquisito l’autobus per cercare il Generale Dozier.

Insomma, ci ho l’imprinting. Una foto segnaletica tutta per me è sempre stata il mio desiderio segreto: la foto di fronte e di profilo, la luce sparata in faccia, l’espressione assonnata e truce. Come Elwood Blues, come Abel e Furlan. Figata.

Da oggi mi basterà aggirarmi per Strada la Rizza, procurarmi un documento d’identità valido ed essere italiana da almeno tre generazioni (ci sto dentro) e, finalmente, il mio Grande Sogno potrà avverarsi.

Vi invito a sottoscrivere la lettera aperta ed a divulgare il più possibile questa amena notizia, che qua cominciamo ad esagerare.

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enjoy the silence

Mercoledì 25 Febbraio 2009

un giorno me la faccio tornare la voglia di scrivere qui sopra eh?
(nel frattempo buon compleanno e commenti a badili a tutti quelli che mi son persa da quando ho il piccì fuori uso)

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Tanto Qualcuno Casa Due

Lunedì 22 Settembre 2008

perchè c’è gggente, tipo questo qui, che gli vengon fuori delle cosine ordinate con parole interessanti e d’attualità, o la Pupa che mi ricordo aveva un campeggiare di De Andrè (ovviamente la Pupa è avanti e ’sta cosa l’ha fatta tempo fa).
Ora arrivo io e mi esce una roba a forma di pesce (o di Venezia vista dall’alto) con parole a caso, coloratissime e senza senso.
La storia della mia vita…..

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le vent nous portera

Martedì 02 Settembre 2008

Ma c’è rimasto qualcuno in Francia? Ogni metro di Venezia cosparso di francesi. Ovunque. Ho passato il tempo a citare Marco Paolini. I turisti a Venezia xè ‘na piaga… e qualcuno mi spieghi perchè han tolto la scritta Campari dalla cupoletta vicino all’imbarcadero del Lido: mi hanno rovinato un altro gran pezzo di Paolini. E mi hanno tolto un punto di riferimento, è un anno che soffro per la sua mancanza, ‘stardi.

Ed il MIO mulino Stucky. Andavo a vederlo, ogni tanto, per sapere come stava, se si era ripreso: denigrato agli inizi per la sua facciata da anglosassone fuori luogo, poi abbandonato ed isolato, poi bruciato a pochi mesi dalla fine dei restauri. Ed ora che è di nuovo bello come il sole, assurdo ed imponente, incredibilmente enorme che pare impossibile riesca a non affondare prima di tutto il resto, me l’hanno fatto diventare un Hilton. Secondo me gli girano, ma riesce ad avere sempre quella faccia antipatica di chi, in fondo, se ne frega. L’ho sempre salutato dall’acqua, dovrò andare a toccare i suoi muri, finalmente, un giorno di questi.

E Gionni. Ho fatto tutto quello che dovevo fare. Ho lasciato quel libro nel punto esatto dove ci siamo conosciuti, quattro anni fa. Sono stata sulla tomba di Diaghilev. Sono andata alla Casa del Mago, per uno stretto sentiero tra la vegetazione incolta, rischiando di venire rapita dal ragno più grosso dell’emisfero e riportando striature sulle gambe come frustate, da piante che non conoscevo e spero di non incontrare più, laguna infida. Fatto tutto. Dovevamo farlo insieme ma vabbè, ci siamo sbagliati coi tempi.

Però mi hai regalato le coincidenze: piazzola 13, tavolo 17, linea 13, tagliando 17… il battello che arrivava quando mi serviva, mai un’attesa, il bar che desideravo esattamente dietro il prossimo angolo.

Non che questi cinque giorni abbiano risolto qualcosa. Ho ancora il mio film in testa. L’immagine di un posto che ho conosciuto e su cui non posso evitare di costruire la scena. L’ho toccato quell’albero, lo sento ancora sotto le dita. Ma almeno mi sono presa il tempo per pensarci, con dolore ma senza più paura.

Pendant que la marée monte
Et que chacun refait ses comptes
J’emmène au creux de mon ombre
Des poussières de toi
Le vent les portera

Non avrei mai pensato di poter scrivere cose così personali qua sopra ma a te piaceva tanto scrivere tutto quello che ti passava per la testa, le cose più intime e private,  e ti lamentavi che non lo facessi anch’io quindi tiè, beccati ‘sta esternazione. Non capiterà di nuovo, ma te la dovevo.

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questi posti davanti al mare

Sabato 16 Agosto 2008

Ci sono persone nella mia vita che hanno un loro posto, so che ci sono, radici, alberi, rocce. Punti fermi.
Poi ci sono persone che hanno un approdo, ogni tanto arrivano e ripartono, onde, navi, spuma. Hanno tutte a che fare col mare: le ho conosciute su un’isola, o ci vivono, o ci siamo salutati su una spiaggia.
Qualcuno a cui ho voluto bene e che ho allontanato. Qualcuno che a volte c’è a volte no, per paura di legarsi troppo e non essere più libero. Qualcuno che non vedo da anni ma con cui ogni tanto mi scrivo ancora per raccontarci del nostro progetto di cucire vele per vivere. Qualcuno di cui a volte dicevo che l’avrei ammazzato ma ci ha pensato da solo.
Persone magnifiche che, in un modo o nell’altro, sarà il mare, sono presenze continue ma instabili. Onde, appunto.
Quindi parto e me ne vado a guardare il mare, per qualche giorno.
Il mio fedele saccapelo viola, la storica tenda Ferrino in prestito.
Ho ricucito due piccoli strappi nella tenda, tanto per tenermi in allenamento, dovessi mai riuscire a cucire vele per vivere.